Google revoca licenza Android a Huawei: ecco cosa cambia per i clienti

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Donald Trump mette in blacklist Huawei ed altre compagnie per quanto concerne la fornitura di infrastrutture e componenti legati al 5G sul territorio americano.

Di conseguenza Google ha deciso di interrompere il contratto con il colosso cinese, al quale non sarà più rilasciata la licenza Android.

La notizia, diffusa oggi, ha creato scalpore tra i tantissimi possessori di dispositivi Huawei. Un brand che, soprattutto in Italia, ha riscosso numerosi consensi per via dell’ottimo rapporto qualità prezzo.

Google e Huawei: cosa succede per chi ha già questo dispositivo

Nessun pericolo per chi ha già un Huawei. Queste modifiche riguarderanno soltanto i nuovi dispositivi.

Se già avete un dispositivo con questo brand, potrete scaricare normalmente gli aggiornamenti. L’unico “pericolo” è che potrebbero arrivare in ritardo rispetto ad altri dispositivi.

Il problema sarà per i prossimi dispositivi che, oltre ad essere privi del sistema Android, non avranno il Play Store e le altre app del colosso del web.

Non a caso, tra le ipotesi più plausibili c’è quella che Huawei sviluppi un proprio sistema operativo.

Anche la parte della componentistica hardware potrebbe subire qualche variazione, con molte aziende che potrebbero bloccare le forniture a Huawei… Staremo a vedere come andrà!

La nota di Huawei

Huawei ha apportato un contributo sostanziale allo sviluppo e alla crescita di Android in tutto il mondo. Essendo uno dei principali partner a livello globale di Android, abbiamo lavorato assiduamente sulla loro piattaforma open source per sviluppare un ecosistema di cui hanno beneficiato sia gli utenti che l’intero settore. Huawei continuerà a fornire aggiornamenti di sicurezza e servizi post-vendita a tutti gli smartphone e tablet Huawei e Honor esistenti, ovvero quelli già venduti o ancora disponibili in tutto il mondo. Continueremo a costruire un ecosistema software sicuro e sostenibile, al fine di fornire la migliore esperienza d’uso a tutti gli utenti a livello globale”.